venerdì 14 marzo 2008

-THE BAND- sottotitolo: DONKEY RACE - (Parte tre)



Allora, dato che ho intenzione di andare per le lunghe con questo racconto, nel senso di curarlo, delineare per bene la psicologia dei personaggi, arricchirlo di eventi e di mostrare il mondo del musicista semi-professionista (che conosco bene). Dato che ho ben delineata la storia e so dove voglio andare a parare, vi chiedo una cosa:

Volete che continui a postare questo racconto oppure mi faccio i cazzi miei e me lo tengo nella cartella dei documenti, considerando che comunque continuerò a scriverlo?
Potete tranquillamente dire che non ve ne frega un cazzo di leggerlo e preferite racconti brevi e di altro genere...sono qui per questo!!!

Intanto, ecco la terza parte.



Sabato, ore 9:00.
Appunti per il futuro:
Mai tornare a casa all’una passata di notte e mettersi a vedere un film di due ore e mezza se la mattina dopo ti devi svegliare alle nove.
Almeno, la mattinata è stupenda, c’è un bel sole ed immagino il sapore del caffè che avrò in bocca uscendo dal bar, con quell’aria frizzante novembrina.
Mi vesto comodo. Ci sono alcuni indumenti altamente sconsigliati durante le prove:
Camicia - il basso, col suo peso, ti slarga il collo e te la stropiccia.
Maglie troppo corte abbinate a cinta vistosa - la fibbia potrebbe graffiare il corpo dello strumento.
Jeans stretti al cavallo - se suoni con gambe larghe, ti si schiaccia il pacco.
Maglione di lana pesante - prima o poi, muori per asfissia.
Ovviamente, sono indumenti che vanno benissimo per una serata live, io preferisco jeans, camicia e Converse All Star…anche l’occhio vuole la sua parte.
Prendo il basso e salgo in macchina, il programma è semplice: sosta al bar, caffè, dolci vari da portare alle prove, sigaretta. Arrivo a casa di John e scopro di essere il primo, bestemmio mentalmente pensando alla mezz’ora di sonno in più che avrei potuto fare e mi accomodo sulla poltrona della cucina adiacente alla sala prove.
L’unico modo per restare svegli è instaurare un minimo dialogo, per quello che permette il sonno.
Inizio dolcemente regalando un sorriso a John:

“Sonno?”

“Mmm…”

“A che ora ti sei svegliato?”

“mmm…poco fa.”
Niente da fare, John non è tagliato per la conversazione nemmeno al top delle sue capacità psicofisiche, figurarsi appena sveglio.
Fortunatamente il silenzio è rotto dall’ingresso di Tom e Matt. Il primo cerca di sviare l’attenzione dal suo ritardo, io non gliela mando liscia:

“Buongioooooorno!!! Cosa sono quelli? Pasticcini?”

“Sei in ritardo, Tom.”

“Eh, lo so, ma ho dovuto prendere Matt a casa.”

“Hei! Non provare a scaricare la colpa su di me, ti ho aspettato mezz’ora al freddo!”

Tom ci guarda smaliziato e sancisce la sua penitenza:

“Ok, ok, preparo io il caffè, va bene?”

Vedete, ci sono due categorie di gruppi musicali: le vere band ed i marchettari.
I marchettari sono di regola musicisti da medio bravi fino a molto bravi. Suonano in minimo tre gruppi, per un massimo che dipende dalle capacità organizzative personali. Normalmente si esibiscono con estranei, per progetti musicali buoni solo a far soldi nei locali. Essendo marchettari, sanno di essere fungibili e di conseguenza si attengono alle regole: studiano i brani a casa, sono puntuali alle prove, si adoperano per cercare delle serate, non rompono i coglioni e via dicendo. Unica regola tacita: solo covers, non si suonano brani inediti, troppo impegnativi dal punto di vista interpersonale. In fin dei conti, è un lavoro come un altro.
Le vere band, invece, sono nella maggior parte dei casi costituite da amici genuini. La preparazione di base può essere anche molto disomogenea, con uno o due membri molto bravi ed altri emerite schiappe, ma non si esclude la totalità di assi o di musicisti insufficienti.
Il fatto di essere amici comporta alcuni svantaggi: scarso rispetto delle regole, consci del perdono altrui; inclinazione al cazzeggio; mescolanza di questioni private e professionali non sempre conciliabili; formazione di sottogruppi di affiatamento e democrazia di facciata, con tendenza fisiologica al duumvirato o al triumvirato, dovuto in massima parte alla conoscenza dei punti deboli di alcuni membri del gruppo.
Ok, messa così sembra che sia meglio fare il mercenario, ma suonare con amici ha dei vantaggi inoppugnabili, ma non mi dilungherò. Semplicemente, avete presente l’esperienza del fare l’amore con la donna o l’uomo che amate? Quella sensazione di perdita totale della concezione spaziale e temporale? L’energia, lo stato di profondo benessere, la dimenticanza delle ansie e dei problemi? Il senso di intensa condivisione intima ed emotiva, le vibrazioni, il piacere, il godimento puro? Ecco, è quello che succede a suonare la musica che ti piace con i tuoi amici, o almeno è quello che io provo. Ovviamente, le vere band cercano di sfondare con brani inediti.

Eravamo intenti nel gustare caffè, pasticcini e sigaretta, non necessariamente in quest’ordine, quando la domanda collettiva si fece necessaria:

“Porca puttana maiala, ma Simon, quando cazzo arriva?”

Avrete capito che i Donkey Race si presentano come una vera band.

5 commenti:

Anonimo ha detto...

una descrizione talmente ralistica del gruppo che mi sembra di essere alle vostre prove!
Siete proprio uguali voi Arousal e i donkey race!
Ma sei sicuro che non sia una biografia del vostro gruppetto?
Un bacione Antonella

Cirincione ha detto...

Cacchio, a me i Donkey dovrebbero farmi membro onorario, visto che non arrivo mai puntuale da due anni a questa parte!
Bella Gabbrio, te stamo ad aspettà in quel dì di Roma!

Spiridion ha detto...

Sto raccontino mi piace proprio..ti mando una mail perchè mi sta venendo una certa ideuzza..

IL GABBRIO ha detto...

@ Anto

Beh...non ci sono dubbi, i Donkey Race sono gli Arousal, anzi, nella scelta del nome della band, Questi sono stati i due finalisti e poi, a maggioranza, è stato votato Arousal...anche se preferivo Donkey Race, più rispondente alle caratteristiche del gruppo.
Non è una biografia ma è decisamente biografico, nel senso che gli elementi tecnici, la psicologia dei personaggi e la storia in sé, attingono moltissimo dalla realtà.
Era da tempo che volevo mettere in parole il mondo di una Rockband che cerca di sfondare...è una delle poche cose che conosco!
Un Bacione!!!


@ Cirincione

Per i ritardatari c'è sempre posto...ti aspettiamo!!!
Ci vedremo presto!!!

@ Spiridion

Grazie, sono contento che ti piaccia!
Aspetto la tua mail curioso di sapere cosa ti frulla in testa!!!

OLED ha detto...

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