sabato 19 maggio 2007

Lo sport nazionale?





Ugo ha trent’anni.
Scoprì lo sport nazionale quando ne aveva quindici, l’età dei brufolazzi, tapparella giù e poltiglia, più ascella purificata…
Da allora ne sono accadute di cose.
Il primo bacio, dato tardi, troppo.
Sapeva di fragola, ma senza il dolce, solo i grumi tra i denti.
La prima canna,
Dopo la quale decise di schierarsi nella nazionale tossicomani e sfidare quella degli orfanelli,
per devolvere l’incasso in beneficenza ai calciatori che non riescono a trombarsi le veline.
La prima vacanza a Londra.
Passata a vedere i canali italiani con la parabola, e a mangiare spaghetti.
Quel viaggio lo fece sentire un po’ San Paolo sulla via di Damasco.
Tornò in patria con l’aria di chi aveva appena scoperto che il pisello non serve solo per espletare bisogni fisiologici.
Decise di dedicarsi unicamente allo sport nazionale, bastava solo organizzarsi.
Marlboro da 20, ed un pacchetto da 10 nella fondina dietro la schiena.
Una tracolla al plutonio con dentro Il Giornale, Il Corriere, Repubblica, ma senza l’inserto dei fumetti che sennò si distingue troppo e, per carità, niente Manifesto che non lo capisce, e poi il Pastore Tedesco si arrabbia e ci scomunica tutti.
Serve un tavolo, una sedia ed un bar.
Uno di quei posti dove si è fumato per decenni e che con la legge 16-01-2003 n3 puoi leccare la carta da parati per assaporare un po’ di tabacco senza dover uscire.
Un posto dove l’età media è 250/3 e il sorriso più giovane ha tre denti, ma non da latte.
Manca l’anima del gioco.
Una tanica di birra fredda da bere con la flebo.
Poco malto, molta anidride, così da poter ruttare in triplofonia da vecchio maestro tibetano, e lanciare messaggi criptati da disperdere nel cosmo…e chissà che qualcuno non risponda.
Ugo è felice così, catrame che asfalta l’autostrada del cuore, tanta carta che non comprende bene, ma cazzo se sa tutto, un vecchio sdentato che sputa affreschi di Michelangelo e birra che sa di quell’amore che ora non ha, ma prima o poi suonerà alla sua porta, bella come una lacrima di gioia.
E lui le dirà “ciao”, magari in rutto plastico.
Lei sorriderà, sparando sesso come pallottole in una festa tra mafiosi.
Ugo, non coglierà al volo, chiuderà la porta e si ritroverà comodo sulla sua sedia, davanti al bar.
Ma sì, va bene così, campione di sport nazionale ed una convinzione nel cuore:
“Tutti nella vita dobbiamo credere a qualcosa. Io credo che mi farò un’altra birra.”
Burp!

1 commento:

Marco Tomasso ha detto...

.BUONGIORNO PISELLINO...
non vedo l'ora di rivederti per dicutere un po' di persona dei tuoi racconti..,,i commenti fatti con gli occhi negl'occhi sono diversi..e ..non dico questo per nessun tipo di attrazione sessuale :)) ..comunque è piacevole leggerti !!!
..DIVERTITI..
.marco