martedì 17 aprile 2007

Lancia la trappola Venkman!!!



Tim ha otto anni, e crede ai fantasmi.
Ci crede perchè ha visto Ghostbusters in un vhs regalatogli per il compleanno.
Tim ha un bel pancino tondo che gli gonfia un po’ la maglietta, lo sguardo tenero e i capelli scuri.
È buono, dolce e ha un pizzico di ingenuità che non guasta mai.
Forse è per questo che si sente tanto il Dr. Raymond Stanz.
Ma Tim non è solo, no.
Ha dei validissimi compagni di squadra, non importa il loro vero nome.
Per lui saranno sempre il Dr. Peter Venkman, il Dr. Egon Spengler e l’ultimo arrivato, Winston Zeddmore.
La sera è il momento migliore, i vampiri escono dalle loro tane, le streghe dalle case di marzapane, i sette nani vanno a nanna e, ovviamente, i fantasmi si fanno una birra al pub, che ci sta sempre bene!
È in questo punto della giornata che Tim e la sua squadra va a caccia.
Ma non si può andare a cercar fantasmi così, a mani vuote, fortuna che i nostri piccoli possiedono degli zaini speciali: di giorno servono a contenere libri, quaderni, astuccio e diario.
Ma di notte, di notte è diverso.
Levati i libri, con un po’ di terra magica del giardino di Tim, diventano degli Zaini Protonici, sì, come quelli del film.
In mano un fucile di legno, preparato con il nastro adesivo fatto della materia dei sogni, il caricatore che spara polvere di stelle ed uno sputo di fantasia, per amalgamare il tutto. Zaino in spalla vanno nel fienile vicino casa, e lì inizia la loro battaglia.
Certo, il fienile di notte fa un po’ paura, ma loro sono un team, sono amici, e si copriranno sempre le spalle, perché si vogliono bene.
“Lancia la trappola Venkman!!!”
ed ecco che una scatola per calzature con corda attaccata libra nell’aria, si posa a terra ed è pronta ad ingoiare tonnellate di ectoplasma, che spettacolo!
“Ottimo lavoro Ray”
“Grazie Peter, ma ora di corsa al dispositivo di stoccaggio, la trappola potrebbe cedere…”
Tim non ha più otto anni.
Il Dr. Venkman, Spengler e Winston sono lontani, troppo lontani.
Lo zaino, sempre pieno di libri pesanti e difficili da capire, non si svuota più, e forse ha anche dimenticato come si diventa uno Zaino Protonico.
Ma Tim, appena può, accende lo stereo e mette su uno dei tanti brani della soundtrack della sua vita: “ para- pa-pa-para- para-para-para…Who ya gonna call? GHOSTBUSTERS!!!”

5 commenti:

Adachigahara ha detto...

Racconto dolcissimo, complimenti! ^__^
Anche io adoravo i Ghostbuster da piccola!

IL GABBRIO ha detto...

Che giri sul web...ho trovato il tuo commento sul blog di Lollo, ed ho pensato: "vediamo chi cazzo è Adachigahara..."
vedo il tuo blog, capisco chi sei e ti lascio un commento...
poi, vengo qui da me e trovo il tuo commento...!!!
vado a farmi trapanare un dente dal dentista, così mi rilasso un pò!

Anonimo ha detto...

Ma per scrivere questa storia ti sei ispirato a te da bambino?
Non so, ma ti immagino proprio così...pieno di fantasia e di voglia di diventare un acchiappafantasmi!
Come sei bello...mi dai un soldino per questo commento?

IL GABBRIO ha detto...

mmm...non sono proprio io, forse il bambino che avrei voluto essere...
per il soldino...beh, immagino che possa pagare anche in altro modo, vero?

Andrea ha detto...

Non potevi descrivere meglio il mio gioco preferito da bambino!

Avevo 7 anni e con altri due amici eravamo (nella nostra fantasia) il mitico trio dei Ghostbusters e come zaino protonico utilizzavamo un sacchetto di nylon (le braccia venivano infilate nei buchi per le mani!!!) una corda e come fucile il ferretto che si usa per pulire la cenere della stufa! La location per i fantasmi erano i boschetti presenti dalle parti dove abito in campagna e il pretesto era anche per farci paura da soli e poi durante il giorno con il walkman alle orecchie la mitica colonna sonora dei nostri eroi!

Complimenti per il blog e i tuoi scritti!

"Mastica piano! Falla durare!" :-)