martedì 6 novembre 2007

Smarrimento




Qualunque cosa Paul stesse cercando ignorava che non l’avrebbe mai trovata.
Almeno non del tutto.
Non perché fosse qualcosa andata perduta o deteriorata, non perché per qualche scherzo del destino l’avesse messa chissà dove, no.
Semplicemente, quella cosa era nella sua mente, in un punto remoto, nascosto, al sicuro.
Attendeva in silenzio, al buio. Seduto su una poltrona, le gambe larghe e la testa bassa.
Provava a concentrarsi, a capire, a ricordare, ma le poche informazioni che aveva rendevano le cose maggiormente offuscate.
Percepiva uno strano odore dolciastro venire da ogni angolo di quella che doveva essere una stanza, era forte, pungente, a tratti nauseante. Cercava di capire che cosa fosse, aveva l’aria stranamente familiare ma non riusciva a pescare un nome da attribuire a quella sensazione, l’unico indizio che gli sembrava d’aiuto era un ricordo, quello di quando da bambino cadde dalla bici tra i rovi e se ne andò tra lacrime e sangue.
Cercò ancora di concentrarsi, questa volta sul silenzio, innaturale, morto, tetro, rotto dal suo respiro stranamente affannato, sulle prime era più simile a quello di una bestia feroce appena ferita, ma col passare dei minuti diventava sempre più lieve.
Si chiese a cosa fosse dovuto quel fiatone, ma come provava a ricordare la testa si faceva stretta e il cervello pulsava scalpitante dentro quella scatola piccola.
Benché fosse buio pesto non aveva le forze di attivarsi ed accendere la luce, oppure aprire una finestra, tanto era il senso di svuotamento e la stanchezza. Si sentiva consumato, leggero, aveva la sensazione che le gambe si sciogliessero sul pavimento, come in una tremenda estasi orgasmica.
Ma non aveva la soddisfazione del coito, si sentiva perso, indifeso.
Le immagini non ci misero molto ad arrivare, il buio fu velocemente ferito da visioni, come un flash improvviso.
Rosso, denso, liquido.
Era sangue.
Lo vedeva ovunque, schizzava a fiotti sulle pareti, colorava il suo volto, imbrattava le sue mani.
Ancora immagini.
Questa volta di sorrisi sdentati e grondanti plasma rossastro, saliva e lacrime salate.
Vedeva ventri squarciati e budella rosee rovesciarsi al suolo come una pentola di spaghetti.
Riusciva perfino a sentirne lo spiattellamento a terra, lo sciacquettare tra membra e liquidi.
Poi vide un riflesso, una luce bianca e pura a fendere il buio.
Strinse gli occhi, c’era qualcosa di familiare in quella luce, cercò di vedere meglio, ed apparve.
Quello che vide fu il suo volto riflesso in una lama di pugnale, la faccia deformata in un delirio di rabbia, la bava alla bocca, piccoli punti di sangue creavano strane figure sulle sue guance.
A quella vista Paul balzò in piedi e con fare deciso si mosse nel buio, come se d’un tratto sapesse benissimo dove si trovasse.
La mano si posò decisa sull’interruttore.
Luce.
Chiuse gli occhi per difendersi dal bagliore e li riaprì con calma.
Lo stomaco indietreggiò con violenza mentre gli occhi sgranarono fino a strapparsi ed un violento conato di vomito lo fece accasciare al suolo tra i liquidi che aveva vomitato.
Si guardò attorno e ciò che vide fu mostruoso.
Membra, sangue e membra sparse ovunque in quella stanza.
I resti di quelli che dovevano essere dei corpi giacevano ovunque, il sangue sulle mura, per terra, sui mobili.
Vide denti e dita e orecchie formare un quadro cubista sulle mattonelle grigie.
Completamente in ginocchio posò le mani a terra ed il freddo delle piastrelle, come un getto d’acqua piovana, lo svegliò dall’orrore e vide ancora.
Questa volta notò le sue mani, completamente rosse, i suoi vestiti lerci di sangue e quel coltello sul pavimento.
Ma l’orrore vero doveva ancora arrivare, ed arrivò quando comprese che i resti che lo circondavano appartenevano a due persone precise: sua moglie e sua figlia.
Indietreggiò in lacrime fino ad urtare un grande specchio, si girò di scatto e si vide.
Vedendosi capì, o meglio, ricordò. Ricordo di aver compiuto il massacro ed in un attimo si rese conto che non avrebbe mai trovato ciò che cercava, non l’avrebbe più riavuta indietro e sarebbe stato condannato per il resto della vita a cercarla; la sua ragione.

13 commenti:

Erika ha detto...

Il Gabbrio Grand Guignol-mode nn delude mai!!! ;o)
Bravissimo, molto ben scritto!!

IL GABBRIO ha detto...

Grazie Sora!!!
Bacioni!!! : )

Gran Guignol - mode? ah ah ah !!! : D

antonella ha detto...

mai più film horror la domenica sera!!!!
a parte gli scherzi, mi piace molto questo raccontino.
e poi hai interrotto la catena delle storie smielate!
Un bacio

Wally ha detto...

Finalmente un po' (insomma, un bel po'!!) di sangue!! Ahhhh!! ;)
Bella bella bella!

P.s. Unico appunto... chi ha avuto il "piacere", potrà confermare... il sangue non fa un odore dolciastro, anzi.. è nauseabondo. Ma la licenza poetica ci stà tutta quindi: ancora "Bravo!"

IL GABBRIO ha detto...

@ Anto

Eh sì, alla fine mi sono fatto condizionare dal film, ma solo per le scene di sangue, la storia non c'entra nulla!!! ; )
Per la catena di storie smielate...sono un tenerone, lo sai!!!

Un bacio!!!

@ Wally

Grazie infinite per i complimenti!!!
Avevo detto che avrei fatto qualcosa di meno sdolcinato, oddìo, di sdolcinato qui non c'è nemmeno l'ombra!!!
Sul sangue, il massimo che ho visto era troppo poco per sentirne lìodore, ma il sapore mi sembrava vagamente dolciastro...facciamo così, squarto qualcuno, annuso bene bene e poi ti dico!!!

Stefano ha detto...

un po' di sano splatter! meno male và, cominciavo a sentirmi un maniaco, almeno adesso nel caso siamo in 2!
ciao!

IL GABBRIO ha detto...

@ Stefano

beh, hai ragione, io adoro lo spaltter, ma è un genere al quale mi accosto con difficoltà per evidenti limiti miei...ma un pò di budella sparse a destra e a manca non guastano mai!!!

Cirincione ha detto...

Bella Gabbrio, na bella spremuta di sangue, grande!
In bocca al lupo per la tua nuova avventura all'aquila visto che non siamo più sentiti!!
A prestoooo

Stan ha detto...

Ciao Gabbrio!! bella la storiella horror, io il film di Argento nn l'ho visto ma nn mi sembrava un gran chè dal trailer! tu hai visto Planet Terror? un grande spatter!! ci si vede ciaooo!!!

ps: auguri x l'avventura nella nuova citta!!! ^__^

Spiridion ha detto...

Il Gabbrio all'Aquila mi diventa molto splatter..

Bene!

Attendo il seguito..

IL GABBRIO ha detto...

cavolo, mi metti in difficoltà...non c'è seguito...e adesso, che si fa?

Grazie Giulio!!!

Anonimo ha detto...

....lo smarrimento della ragione e della stessa per quanto sia insana o sobria la propria lucidità in un flash della vita, in un baleno vissuto solo o con altri cede in un raptus posto alla follia, ed anche quì aleggia sovrana ed incomprensibile una RAGIONE, diversa dalla prima ma pur sempre partorita o vomitata da un'ennesimo episodio di un'interminabile racconto infinito come il tuo...... congratulazioni Gabbrio!!!! p.s.: l'anonimo precedente sarei io....

IL GABBRIO ha detto...

Ecco, questi commenti quasi criptati mancavano nel blog...scherzo, hai uno stile inconfondibile, grazie per esserti affacciato sul mio blog!!!